MIUR
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Associazioni Professionali

Professione

PREMESSA
L’Istituto Europeo per la Medicina Osteopatica  è un Istituto di formazione che esprime come vocazione primaria  l’insegnamento dell’Osteopatia. In considerazione dei  propri requisiti nazionali e internazionali, la I.E.M.O. sostiene la propria indipendenza rispetto alle libere associazioni professionali, anche in qualità di interlocutore credibile e diretto delle autorità istituzionali.
Inoltre, a differenza di altre scuole italiane di Osteopatia,  la I.E.M.O.  ritiene un’anomalia l’affiliazione degli Istituti di formazione alle categorie professionali, specie se queste non dispongano di alcuna autorizzazione ufficiale o certificazione che consenta il controllo qualità dei luoghi della formazione. Altri e più pertinenti sono infatti gli Enti autorizzati che svolgono efficacemente il controllo del servizio formativo offerto dalla I.E.M.O., ovvero il Ministero dell’Istruzione, l’Ente internazionale di certificazione UNI EN ISO 9001:2008, l’Agenzia Nazionale Sanità (Age.Na.S.), gli Istituti europei legalmente riconosciuti per la formazione in Osteopatia.
 
DECALOGO  PER LA SCELTA DELL’ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DOPO GLI STUDI:
Se per una scuola non è necessario essere affiliata a un’associazione professionale, pare assai opportuno che il professionista sia rappresentato e tutelato da un' organizzazione di categoria che abbia i migliori requisiti, anche se l'autoregolamentazione attuale non preveda alcun obbligo associativo finalizzato all'esercizio, nè, ad oggi, sia identificabile un'univoca responsabilità nazionale per la categoria degli osteopati. Il recente iter legislativo per la regolamentazione sanitaria della professione di osteopata (28.07.2014) fa tuttavia riferimento ad un futuro Albo professionale degli osteopati. Anche per tale ragione, l'attuale collocazione del professionista all'interno di specifica rappresentanza è quanto mai opportuna.
 
Alla luce della propria pluriennale esperienza sul campo e in attesa dell'istituzione di un Albo professionale nazionale come annuniciato dal legislatore italiano, la IEMO sostiene l'iscrizione dei professionisti a specifiche associazioni di categoria, in virtù delle finalità condivise e qui elencate:
 

1) Associarsi  solo tra professionisti osteopati che abbiano il regime fiscale proprio degli osteopati e come tali paghino le imposte, disponendo di apposito Certificato di iscrizione al Registro IVA in qualità di osteopata al n. 869029.
E’ fondamentale  assicurarsi che dell’Associazione non facciano parte colleghi che  esercitino l’Osteopatia denunciando questa come differente terapia medica, fisioterapica o altro, oppure colleghi che  esercitino illegalmente la medicina in quanto osteopati. Al contrario, scegliere la migliore categoria degli osteopati vuol dire  potersi definire parte di un gruppo omogeneo, i cui rappresentanti  professino senza ambiguità le regole della dignità e del rigore professionale descritte dal più completo Codice deontologico degli osteopati, da essi accettato e sottoscritto. E' basilare la chiara definizione dell’attività di osteopata in ogni documento formale e rapporto scritto col cliente, mettendo fine alle diffuse ambiguità del settore.  Non è da escludersi per l’osteopata l’esercizio di altre attività professionali in caso di possesso dei requisiti, ma è fondamentale scegliere l’ associazione degli osteopati che garantisca la netta distinzione di queste dall’attività prevalente di osteopata.
Infatti, per quale ragione il legislatore dovrebbe regolamentare una professione i cui operatori esercitino in virtù di altre qualifiche? In questo caso si potrebbe sostenere che questi "osteopati" siano i primi a subordinare la propria professionalità, dimostrandone in tal modo l'inutilità del riconoscimento.
 

2) Scegliere l’Associazione che promuova pubblicamente e senza ambiguità il riconoscimento della professione in termini autonomi e in ambito sanitario, come definito dalla norma europea (cfr Norma europea CEN tra gli approfondimenti della pagina);
 
3) Optare per la categoria che intenda diventare riferimento per gli osteopati e per i cittadini nello stesso tempo, garantendo entrambi con regole chiare in tema di esercizio professionale e vigilando sul rispetto delle stesse con criteri di assoluta imparzialità ed equità;
 
4) Scegliere l’Associazione che accolga osteopati formati presso i corsi a tempo pieno e a tempo parziale, ovvero che svolgano prevalentemente tale professione dopo studi riferiti alle migliori regole pedagogiche internazionali: regole  recentemente descritte anche dall’O.M.S. in termini di quantità e qualità della frequenza;
 
5) Sostenere l’Associazione degli osteopati che non abbia la rappresentanza come unico obiettivo, ma punti all’interlocuzione costruttiva con i propri associati e con le autorità, cercando di realizzare insieme ogni nuovo progetto. Tra questi, il più importante: ottenere per gli osteopati lo status di professionisti sanitari e la conseguente esenzione IVA per le proprie prestazioni;
 
6) Optare per un’Associazione degli osteopati che si occupi di organizzare gli osteopati e non le scuole di Osteopatia, come accade per ogni autorevole categoria professionale riconosciuta. La stessa Associazione potrà piuttosto stimolare e verificare l’aggiornamento continuo dei suoi iscritti, l'esercizio effettivo della professione e il rispetto delle regole deontologiche in riferimento costante agli utenti;
 
7) Diventare parte attiva di una squadra che lavori in una casa trasparente e controllata dagli Enti autorizzati in Italia e in Europa, anziché isolata perché volutamente autoreferenziale;
 
8) Associarsi per garantirsi una vera assistenza legale, assicurativa e previdenziale. L’ Associazione professionale migliore garantisce una consulenza per ogni necessità. Un servizio dinamico, non burocratico,  che possa rispondere effettivamente e direttamente ai bisogni del professionista;
 
9) Accettare che la propria categoria professionale disponga di uno “sportello per gli utenti”,  luogo dell’ascolto e della chiarezza ove difendere e mettere in guardia i pazienti dalle prassi professionali improprie, distinguendo cioè i veri professionisti da quelli sedicenti;
 
10) Entrare in un’Associazione che selezioni in prima persona l’accesso dei nuovi soci, in base a  procedure chiare e coerenti. L’esame di ammissione all’Ordinamento professionale non dovrà realizzarsi presso gli Istituti di formazione, ovvero di fronte a commissioni formate dai docenti di scuole tra esse affiliate,  ma direttamente nell’ associazione garante  dei meccanismi imparziali per la valutazione dei titoli, della congruità delle certificazioni, nonché delle competenze professionali e deontologiche dei candidati. Qui le commissioni d’esame dovranno essere costituite da personale clinico e scientifico, non docente presso alcuna scuola di Osteopatia.