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< IndietroMercoledì, 18 maggio 2016
AVVIATO L'ITER LEGISLATIVO PER LA REGOLAMENTAZIONE DELL'OSTEOPATIA

TESTO DELL'ART. 4 DDL 1324 APPROVATO IN PRIMA LETTURA - SENATO DELLA REPUBBLICA , MAGGIO 2016

PUBBLICAZIONE DELL' INTERVENTO IEMO IN "QUOTIDIANO SANITA'" NEL GIORNO DELL'APPROVAZIONE DEL D.D.L. IN SENATO.

Testo integrale del Comunicato stampa IEMO sul DDL 1324 in discussione parlamentare, con riferimento all’istituzione della professione di osteopata nell’ambito delle professioni sanitarie. Il 18 maggio 2016.

L’Istituto Europeo per la Medicina Osteopatica svolge attività di divulgazione culturale e formazione post secondaria in partenariato europeo ai sensi della legge nazionale, ovvero a seguito di autorizzazione della Direzione Regionale del Ministero dell’Istruzione (luglio 2011) e di successiva autorizzazione in qualità di Provider nazionale ECM. Tra i suoi scopi statutari, descritti anche dalla propria dichiarazione della politica della Qualità, lo sviluppo culturale e le attività di promozione, divulgazione scientifica e comunicazione istituzionale finalizzate alla regolamentazione della disciplina.

E’ in corso il dibattito parlamentare in merito al DDL riguardante, tra l’altro, il riordino delle professioni sanitarie. Nel merito del dispositivo, si manifesta apprezzamento degli articoli relativi all’istituzione della professione di osteopata nell’ambito delle professioni sanitarie.

Allo stesso scopo si intende ribadire alcuni dei fondamenti disciplinari anche con la finalità di di confutare recenti pareri, resi noti tramite stampa da parte di alcune associazioni professionali di differente estrazione. E, in particolare:

1)     L’insieme delle attività e delle competenze che contraddistinguono l’attività di osteopata possono trovare regolamentazione positiva esclusivamente nell’ambito delle professioni sanitarie, come reso noto nel febbraio 2013 dalla Direzione Generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del SSN – Ministero della Salute;

2)     L’osteopata esamina il paziente nella sua globalità, valutando in base a principi teorici che definiscono l’insieme delle disfunzioni somatiche che possano influenzare lo stato di salute e i meccanismi funzionali del paziente: concetti documentati dalla letteratura scientifica internazionale di riferimento;

3)     Rapporti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità definiscono l’osteopatia una medicina tradizionale da integrarsi nei Sistemi Sanitari Nazionali. I criteri di efficacia della disciplina vengono costantemente documentati in ambito scientifico e rappresentano anche l’oggetto dell’aggiornamento dei professionisti della salute che vengono accreditati, nella fattispecie, dal programma nazionale di Educazione Continua in Medicina. Pertanto, l’osteopatia non può annoverarsi tra le medicine alternative, bensì entrare a pieno titolo tra le professioni della salute con cui instaurare cooperazioni interdisciplinari in ambito culturale e tecnico. Ovunque realizzate, tale cooperazioni hanno documentato il miglioramento della qualità assistenziale rispetto ai trattamenti tradizionalmente praticati.

4)     Le basi teoriche della medicina osteopatica sono le stesse delle altre professioni sanitarie, a partire dalle conoscenze anatomo-funzionali e disfunzionali con massimi livelli di competenza. Ulteriori competenze fisio-patologiche, semeiologiche e cliniche generali vengono previste nel programma formativo quinquennale della formazione in osteopatia, oltre alle materie squisitamente caratterizzanti l’ambito di esecuzione delle tecniche manuali. Queste ultime, per nulla assimilabili alle pratiche manuali proprie di altre discipline. La medesima formazione internazionale corrisponde a 300 crediti formativi europei (ECTS) comprensivi di 1000 ore di tirocinio clinico in Istituto;

5)     Pertanto, é assolutamente condivisibile la criticità dei corsi di studi in osteopatia non controllati né formalmente autorizzati in riferimento ad analoga o differente programmazione pedagogica. Si stigmatizza, tuttavia, ogni generalizzazione formulata da altre professionalità che evidentemente non dispongono delle competenze necessarie per giudicare, ignorando per altro le realtà formative europee legalmente autorizzate per la medesima disciplina e con la cui cooperazione si svolgono corsi di formazione anche nel nostro Paese;

6)     I percorsi di studi, abbreviati quantitativamente e qualitativamente rispetto alle prassi pedagogiche internazionali, non a caso vengono talvolta sponsorizzati proprio dagli stessi detrattori della medesima professione. Gli stessi corsi rappresentano sì un rischio per la salute dei cittadini, oltre che per l’integrità professionale di diversi soggetti sanitari che considerano l’osteopatia una pratica anziché una professione. Solo a tal riferimento si comprendono e si giustificano i legittimi timori da parte delle altre categorie professionali. Queste, tuttavia, dovrebbero saper operare i dovuti distinguo proprio in virtù di quelle competenze cliniche e culturali che esse stesse considerano arbitrariamente carenti nel caso degli osteopati e dei chiropratici;

7)     Le rilevazioni statistiche nazionali, come elaborate e documentate in ambito universitario nonché rese note presso il Ministero della Salute, attestano da vari anni che gli obiettivi della salute soddisfatti dagli osteopati qualificati non corrispondono alle competenze proprie di altre discipline;

8)     Gli articoli del DDL in discussione descrivono un percorso lineare per l’accertamento dei titoli equipollenti e per la definizione dell’ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia. Siamo certi che il legislatore saprà individuare gli interlocutori nazionali maggiormente accreditati per attuare le procedure più idonee alla regolamentazione della professione di osteopata, in termini di rigore giuridico e di miglior prospettiva sanitaria.

Tutto ciò premesso, l’Istituto Europeo per la Medicina Osteopatica sostiene l’approvazione del DDL nel suo complesso, esprimendo sostegno all’iniziativa parlamentare e ai suoi principali referenti.

 

Luigi CIULLO – Direttore e Legale rappresentante


  IEMO, DDL LORENZIN, LEGGE REGOLAMENTAZIONE DELL'OSTEOPATIA, SENATO, GOVERNO